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SOCIETA’ DI FATTO
PRODUTTORI PELAVERGA – VALLEBRONDA
Oggetto: Presentazione della Società.
La Società, nata nell'ottobre del 1992, ha raccolto il costante interesse degli abitanti della Valle verso
il Pelaverga, tipico ed originale vino locale.
In un Convegno, promosso dal Comune di Castellar, tenutosi il 5/9/91 presso il Comune stesso, con la
partecipazione dell' Assessore Regionale all'Agricoltura, esperti in campo Vitivinicolo, sommeillers
e rappresentanti de LA STAMPA, si sono evidenziate le radici storiche del vino Pelaverga.
Inoltre si è esaminata la situazione attuale: da un censimento, fatto per l'occasione,
risultavano, sulle colline del solo Comune di Castellar, mille vitigni, in piena produzione,
con la conseguente messa in commercio di circa 600 litri di vino Pelaverga, prodotto artigianalmente
secondo metodi e caratteristiche tramandate dai nostri vecchi.
Il Convegno, infine, ha esaminato la fattibilità di iniziative future che mirassero, nello stesso tempo,
al recupero di un prodotto tipico originale e dare nuovo ossigeno ai lavoratori della Valle penalizzati
dalla scarsità di acqua per irrigazione.
Come primo risultato del Convegno, nel 1992, nel mese di ottobre, è sorta la SOCIETÀ DEI PRODUTTORI,
con la preziosa assistenza tecnico-amministrativa della locale COLDIRETTI alla quale la Società esprime
la più grande riconoscenza.
La Società, alla quale, nel 1993, ha aderito anche il Comune di Castellar come produttore di uva
attraverso una vigna gestita a livello di volontariato dai Castellaresi, si è posta da subito tre
obiettivi ben chiari: obiettivi che intendono qualificare la sua esistenza, distinguendola evidentemente,
da tutti coloro che, pur producendo vino con uva Pelaverga, non condividono in qualche modo quegli stessi
qualificanti obiettivi.
La Società si propone:
1° Porsi come strumento organizzativo per unificare la vinificazione dell'uva Pelaverga con le caratteristiche
originali e a servizio di piccoli produttori che non volessero vinificare il Pelaverga in proprio;
2° Creare occasioni di studio e di confronto, si era anche pensato di contattare l'Università, per mantenere
le caratteristiche originali del tradizionale prodotto della Val1e e nello stesso tempo imparare ad utilizzare
le nuove tecniche di vinificazione, oggi indispensabili per valorizzare la qualità ed eliminare i difetti
tipici del prodotto artigianale, che pur essendo garanzia di genuinità, non può essere commercializzato
in quanto ne diminuiscono la qualità;
3° Essere punto di riferimento tecnico-organizzativo per quei produttori che intendessero vinificare
in proprio.
LA STORIA giustifica ampiamente l'impegno, dato la Società, per la quale è motivo di vanto,
l’interesse culturale che intende portare avanti, al di là e al di sopra di un interesse puramente
commerciale anche se legittimo.
Citiamo alcuni dati storici e documenti sui quali fondiamo il nostro impegno di ricerca e di lavoro:
Charneto di Giovanni Andrea (1513) il vino Pelaverga è a Roma sulla tavola del Papa Giulio II.
Sulla coltivazione delle viti e sul e sul metodo migliore di fare e di conservare i vini -Nuvolone 1798: il
Pelaverga è citato come prodotto di amplissima coltivazione in tutta la valle e con conseguente produzione
di grande quantità di vino.
Statistica della Provincia di Saluzzo ed. Godetti-Bodoni dell' Eandi viene citato il Pelaverga
sia come prodotto di uva che come produzione di vino;
Granda Verde settembre-ottobre 1982 pag. 30 Ernesto Cardone parlando del prodotto Pelaverga, afferma che nel 1940 in Valle Bronda, occupava 200 giornate piemontesi di terreno. E lo stesso autore sostiene che nel 1982 la coltura si era ridotta, ma era comunque esistente, a sole 15-20 giornate ed il prodotto
vinificato si aggirava attorno alle 5000 bottiglie, tutte prodotte da privati;
Rivista vitic.Enol. Conegliano 1962 11, 379-390 Carlone R. parla del Pelaverga.
In fine gli ultimi studi fatti dalla Università di Torino fugano definitivamente l'annoso equivoco che si
tramandava, e a volte è anche stato oggetto di spiacevoli malintesi, sulla originalità assoluta del
Pelaverga di Valle Bronda come assolutamente originale e diverso da un prodotto che porta lo stesso nome.
Contributo alla conoscenza dei vitigni piemontesi – del Centro Studi per il miglioramento della vite
C.N.R. Torino pag. 51 e ss. e Quaderni della scuola di specializzazione in viticoltura ed enologia
1993 - Università di Torino pag. 87 e ss. Individuazione dei descrittori sensoriali di un vino: il
caso dei Pelaverga.
CONCLUDENDO: vogliamo ribadire in modo chiaro e semplice che il nostro tentativo ci sembra sia
apprezzabile e debba essere difeso anche e soprattutto nel momento in cui il marchio Pelaverga divenisse DOC.
Noi vogliamo che il vino Pelaverga venga assaggiato e riconosciuto tale anche dai nostri "vecchi” che ancora
conservano il gusto della loro infanzia, garanzia di un prodotto genuino. Pur rendendoci conto che la
commercializzazione deve dare alcune garanzie, per questo ci siamo organizzati, non vogliamo che queste
garanzie sorvolassero troppo facilmente sulla qualità del valore tradizionale, soprattutto le qualità
organolettiche, difficilmente ricostruibili in laboratorio.
Noi sappiamo della difficoltà dell’impresa: i vecchi ci hanno messo in guardia, il Pelaverga è un
vino “delicato che subisce l'ambiente che lo circonda e che lo accompagna nella sua vita annuale".
Noi ci proviamo. Siamo certi che, almeno, favoriremo la nostra Valle, promuovendo colture che risanano
l’ambiente di vita degli abitanti e ci auguriamo che possano soddisfare anche le loro giuste esigenze
economiche.
"... èl bon vin che j piasia a lo papa Julio. .. " ( dal CHARNETO di Giovanni Andrea di CASTELLAR 1513)
Le so leggiate colline, il cielo purissimo, il microclima idoneo della Valle Bronda hanno dato la patria
al Pelaverga, un vino raffinato, di spiccata personalità, con sapore e profumo di lampone; così leggero
che, anche se bevuto in abbondanza, non aggrava lo stomaco ma dà allegria, lasciando sul palato
un' armonia di aromi.
NELLA STORIA
Le sue origini si perdono nella notte dei tempi.
Già ricercato e "chiacchierato" dagli antichi Romani per, si dice, i suoi meriti afrodisiaci,
il Pelaverga entra nella storia nel 1500 quando Margherita di Foix, Marchesa di Saluzzo, inviò in
dono al Papa Giulio II Della Rovere un assaggio.
Il Sommo Pontefice ne fu così entusiasta che si risolse ad assegnare un vescovo a Saluzzo.
I contadini locali continuarono nei secoli la produzione di questo pregiato vino, tramandando
oralmente, di padre in figlio, i segreti della particolare vinificazione.
OGGI
I viticoltori di Castellar. uniti nella Soc. "PRODUTTORI PELA VERGA VALLE BRONDA" continuano questa
tradizione vinicola, producendo l'antico Pelaverga che, dal '96, è un prodotto D.O.C.
Obiettivo della Società è quello di conservare, nella coltivazione dei vigneti e nella vinificazione,
le antiche tradizioni, in modo da offrire al consumatore un prodotto caratteristico, genuino e di qualità.
Severi controlli dell' UssI certificano ogni anno che si vinifica esclusivamente "uva Pelaverga pulita", cioè
priva di residui chimici.
La società numera tutte le bottiglie di Pelaverga prodotte in ogni vendemmia, come ulteriore garanzia per
il consumatore.
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